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La disciplina dei prodotti alimentari biologici negli USA

April 14, 2017

La disciplina dei prodotti alimentari biologici negli USA

April 14, 2017

by: Bryan Cave Investi Renegli

Negli Stati Uniti, la disciplina federale di riferimento in materia di produzione, etichettatura e vendita di prodotti alimentari biologici è contenuta nell’Organic Food Production Act del 1990 (“OFPA”)[1] e nei regolamenti dello United States Department of Agricolture (“USDA”). L’obiettivo dell’OFPA[2] è stabilire degli standard comuni a livello federale al fine di:

  • Regolamentare la commercializzazione dei prodotti agricoli[3] definiti “organic”.
  • Offrire garanzie ai consumatori finali richiedendo ai produttori di alimenti biologici di rispettare determinati standard minimi.
  • Facilitare il commercio interstatale dei prodotti biologici.

In particolare, l’OFPA conferisce al Segretariato all’Agricoltura il potere di predisporre un programma di certificazione per prodotti biologici a livello federale (National Organic Program). Il National Organic Program è pubblicato nel Code of Federal Regulation[4], e conferisce al Segretariato la facoltà di permettere ad ogni Stato dell’Unione di implementare un programma di certificazione organica statale al fine di

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Foreign Supplier Verification Program: cosa sapere per importare alimenti negli USA

March 13, 2017

Foreign Supplier Verification Program: cosa sapere per importare alimenti negli USA

March 13, 2017

by: Bryan Cave Investi Renegli

Negli Stati Uniti, il Food Safety Modernization Act (“FSMA”) della U.S. Food and Drug Administration (“FDA”), adottato dal Presidente Obama in data 4 gennaio 2011, ha riformato in maniera sostanziale la disciplina relativa alle norma di sicurezza in ambito alimentare.

Nello specifico, il FSMA ha previsto l’implementazione dei c.d. Foreign Supplier Verification Programs (“FSVP”) applicabili agli importatori di alimenti, per consumo umano e animale, negli Stati Uniti. La normativa menzionata prevede che gli importatori[1] debbano applicare un Programma FSVP per verificare che gli alimenti da importare negli USA siano stati prodotti, dai fornitori stranieri, nel soddisfacimento degli standard di sicurezza statunitensi applicabili. Nello specifico, gli importatori devono:

  • Determinare pericoli conosciuti e ragionevolmente prevedibili per ciascun alimento;
  • Valutare il rischio connesso a un alimento in base all’analisi dei pericoli e alla prestazione del fornitore straniero; successivamente, utilizzare tale valutazione per approvare i fornitori e relative ulteriori attività di
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Importare carni, pollame e uova negli USA

February 6, 2017

Importare carni, pollame e uova negli USA

February 6, 2017

by: Bryan Cave Investi Renegli

L’importazione negli USA di carni, pollame e uova è sottoposta alla regolamentazione del United States Department of Agriculture (USDA), il quale controlla gli ingressi di tali alimenti sul territorio americano attraverso il Food Safe and Inspection Service (FSIS). Molteplici sono gli adempimenti da ottemperare.

Innanzitutto i prodotti alimentari rientranti nelle categorie elencate, per essere importati negli USA, devono provenire da uno Stato e da uno stabilimento certificati. Non tutti gli stabilimenti italiani sono certificati in tal senso. Per avere una panoramica completa degli Stati e delle strutture certificate si può visionare l’elenco presente online[1].

Ad esempio, per quanto concerne le carni macellate e lavorate in Italia, soltanto i prodotti con carne di maiale provenienti da determinati stabilimenti certificati possono essere importati in USA.

Una volta ottenuto il riconoscimento come stabilimento certificato, l’importatore o il suo agente dovrà compilare e consegnare un modulo d’ingresso doganale per ogni spedizione che

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Linee guida per l’importazione dei latticini in USA

January 18, 2017

Linee guida per l’importazione dei latticini in USA

January 18, 2017

by: Bryan Cave Investi Renegli

L’importazione di latticini negli USA è disciplinata dallo U.S. Department of Agriculture (USDA), di concerto con il Foreing Agricultural Service (FAS), mediante il “Dairy Import Licensing Program”. Detto Programma ha principalmente lo scopo di meglio regolamentare le “Tariff-rate Quota” (TRQ) per l’importazione di latticini. Grazie a tale Programma, disciplinato interamente dal titolo 7 dell’“Electronic Code of Federal Regulations”, l’importatore di latticini potrà giovarsi di dazi doganali più vantaggiosi, se in possesso di una specifica licenza di importazione.

Tuttavia, la licenza non è sempre il requisito fondamentale per l’importazione di tutti i tipi di latticini, ma rimane necessaria se si vuole usufruire di dette agevolazioni doganali. Il Programma distingue, infatti, i latticini che non necessitano di licenza, da quelli per i quali è invece tassativa. La licenza è richiesta per l’importazione in USA di tutti i latticini prodotti con latte di mucca, ad eccezione dei formaggi a crosta bianca, ad esempio

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La registrazione FDA per esportare alimenti negli USA

January 10, 2017

La registrazione FDA per esportare alimenti negli USA

January 10, 2017

by: Bryan Cave Investi Renegli

L’esportazione di prodotti alimentari negli Stati Uniti è sottoposta a specifiche normative, diverse da quelle che regolamentano i prodotti domestici, poiché gli stabilimenti di lavorazione dei prodotti stranieri non possono essere preventivamente sottoposti ai controlli e alle ispezioni da parte delle autorità americane a ciò preposte. Ogni stabilimento coinvolto nella produzione, lavorazione, confezionamento o conservazione dei prodotti alimentari volti al consumo negli Stati Uniti, deve essere registrato presso la Federal and Drugs Administration (“FDA”) [1]. Tale requisito riguarda esplicitamente anche gli stabilimenti stranieri (c.d. “foreign facility”), intesi come luoghi di produzione, lavorazione, confezionamento, e conservazione degli alimenti. Tuttavia, la registrazione presso la FDA degli stabilimenti stranieri è necessaria solo se il cibo verrà esportato negli Stati Uniti senza ulteriori passaggi di lavorazione o confezionamento in successivi stabilimenti esteri, ossia al di fuori degli USA. Da tali nuovi passaggi sono escluse quelle attività di minima incidenza sul prodotto compiute

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California: nuove regole sulle “avvertenze” sui prodotti

September 22, 2016

California: nuove regole sulle “avvertenze” sui prodotti

September 22, 2016

by: Bryan Cave Investi Renegli

L’Office of Environmental Health Hazard Assessment (“OEHHA”)[1] californiano ha adottato delle nuove regole in materia di avvertenze ai sensi del Proposition 65[2]. Le nuove regole avranno efficacia dal 30 agosto 2018.

Il Proposition 65 proibisce alle società di esporre consapevolmente e intenzionalmente i consumatori californiani ad agenti chimici che possono provocare cancro o problemi di ordine riproduttivo, senza che sia stata prima fornita un “clear and reasonable warning”. Le nuove regole modificano sostanzialmente la definizione di “clear and reasonable warning”.

Le nuove regole impongono ai produttori o fornitori di:

  • Munire i propri prodotti di avvertenze, oppure
  • Fornire una notifica e altri materiali di avvertenza ai dettaglianti.
  • Nello specifico, i produttori o fornitori devono: (i) identificare i prodotti che richiedono una avvertenza; (ii) fornire materiale informativo; (iii) richiedere una conferma elettronica (o scritta)  di avvenuta ricezione; e, (iv) rinnovare l’obbligo di notifica ogni sei mesi durante il

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    California: la pronuncia Quesada e l’improprio utilizzo dell’etichettatura “organic”

    August 19, 2016

    California: la pronuncia Quesada e l’improprio utilizzo dell’etichettatura “organic”

    August 19, 2016

    by: Bryan Cave Investi Renegli

    Nel caso Quesada v. Herb Thyme Farms, Inc.[1] del Dicembre 2015, la Suprema Corte della California ha riconosciuto ai consumatori californiani il diritto di citare in giudizio (statale) le società USA che abbiano intenzionalmente prodotto e etichettato i propri prodotti come “organic”, seppur coltivati con tecniche convenzionali e non esclusivamente biologiche. Tale decisione è importante in quanto ha stabilito che un consumatore, che contesti un improprio utilizzo della dicitura “organic” su etichette di prodotti alimentari, non deve necessariamente ricorrere ad un giudice federale[2].

    In Quesada, la Suprema Corte Californiana ha definito due questioni:

    • Quanto all’etichettatura di un prodotto (presunto) biologico: l’etichetta serve a indicare le qualità di un prodotto non altrimenti individuabili dal consumatore finale. Una falsa, errata, o ingannevole rappresentazione sull’etichetta (quale la dicitura “organic” per un prodotto che, in realtà, non è 100% biologico), mina questa funzione e rende impossibile, per le società

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    Prodotti GMO: novità legislative all’orizzonte

    August 18, 2016

    Prodotti GMO: novità legislative all’orizzonte

    August 18, 2016

    by: Bryan Cave Investi Renegli

    In data 29 luglio 2016, il Presidente degli Stati Uniti Barack Obama ha firmato il disegno di legge meglio noto come G.M.O. Labeling Bill, approvato dal Congresso degli Stati Uniti durante il mese di Luglio 2014.

    Il G.M.O. Labeling Bill rappresenta un punto di svolta in materia di divulgazione di informazini relative a prodotti GMO[1]; anche se il Bill, ad oggi, non contiene molti dettagli in riferimento alla procedura da seguire in materia di etichettatura (in quanto le specifiche previsioni normative applicabili verranno proposte e implementate dallo USDA – United States Department of Agriculture – nel corso dei prossimi anni), vi sono delle aree definite che possono essere riassunte come segue.

    • Le etichette di prodotti alimentari dovranno indicare quando un prodotto contiene GMO. A tal fine, verranno indicate diverse alternative; principalmente: mediante un testo scritto, utilizzo di simboli o smart codes.
    • Di converso, un produttore potrà anche
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    Novità FDA: attenzione alle nuove etichette sui valori nutrizionali

    August 4, 2016

    Novità FDA: attenzione alle nuove etichette sui valori nutrizionali

    August 4, 2016

    by: Bryan Cave Investi Renegli

     

    In data 27 maggio 2016, il Food and Drug Administration (FDA) ha pubblicato delle nuove regole sull’etichettatura dei prodotti alimentari da vendere negli Stati Uniti, con efficacia dal 26 luglio 2016, approvando una nuova Nutrition Facts Label (etichetta dei valori nutrizionali). La nuova etichetta comprende le seguenti modifiche principali.

     

    Nuovo aspetto dell’etichetta

    • I caratteri di Calories (calorie), Servings per Container (porzioni per confezione), Serving Size (singola porzione) sono più grandi e in grassetto.
    • Oltre a definire il Daily Value (valore giornaliero) di vitamina D, calcio, ferro e potassio, i produttori devono dichiararne l’effettiva quantità presente nel prodotto. I produttori sono liberi di riportare o meno le quantità delle altre vitamine e minerali.
    • La nota che definisce il Daily Value è modificata[1].

     

    Nutrition Science Information (Informazioni Nutrizionali)

    • Le informazioni su “Added Sugars” (in grammi e percentuale giornaliera), vitamina D, e potassio devono

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