Una Joint Venture è un’alleanza strategica tra due o più soggetti (persone fisiche o giuridiche) per realizzare un progetto comune (generalmente di natura commerciale – come l’accesso al mercato statunitense), condividendo sinergicamente costi, rischi, know how, tecnologie, finanze e risorse per il migliore raggiungimento dell’obiettivo comune.

 

La Joint Venture può realizzarsi secondo due diverse strutture: contrattuale o societaria.

  1. Contrattuale. Le società partecipanti mantengono la propria autonomia giuridica e stipulano un contratto (c.d. “Joint Venture Agreement”) nel quale vengono fissati diritti, obblighi e ruoli di ciascuna parte per la gestione del progetto comune.
  2. Societaria. Gli attori dell’alleanza costituiscono un nuovo soggetto giuridicamente indipendente sotto forma di società (c.d. “Joint Venture Company[1]).

 

Quali sono, quindi, i fattori che determinano la scelta di quale tra le due strutture adottare? Di seguito si propongono alcuni esempi di carattere, ovviamente, non tassativo:

  1. Scopo e responsabilità. Se le parti vogliono realizzare un piccolo progetto definito e non di lunga durata, predisporre e sottoscrivere una Joint Venture contrattuale può essere sufficiente a delineare i margini del rapporto. Se invece le parti desiderano portare avanti un progetto di business su suolo americano che duri nel tempo, costituire una Joint Venture Company rappresenta la scelta più adeguata; infatti, le parti potrebbero dover fronteggiare dei debiti e avendo scelto di costituire una società statunitense la loro responsabilità sarebbe limitata in musura del loro investimento nella società medesima.
  2. Parti coinvolte. Qualora le parti decidano di costituire una Joint Venture Company e una di esse sia un cittadino o una società italiana, la scelta del veicolo societario consigliabile sarebbe limitata alle sole C-Corporation; questo in quanto una persona fisica o giuridica italiana non può essere socia di una S-Corporation e scegliere una LLC potrebbe assoggettare il socio straniero ad adempimenti fiscali direttamente negli Stati Uniti (con conseguente responsabilità fiscale su quest’ultimo). La scelta del veicolo societario cambia se la persona fisica o giuridica italiana ha una sussidiaria negli Stati Uniti con la quale entrare nel progetto di Joint Venture: in questo caso, la scelta di costituire una Joint Venture Company nella forma di una LLC comporta vantaggi dal punto di vista fiscale in quanto la LLC sarà tassata per trasparenza e quindi sarà la sussidiaria (usualmente una Corporation) a pagare le tasse, una volta sola, sui i redditi effettivamente prodotti negli Stati Uniti.
  3. Management. Scegliere di costituire una Joint Venture Company rende più agevole delineare ruoli e funzioni di ciascuna parte. La Limited Liability Company (LLC) permette una maggiore flessibilità in tal senso, in quanto permette, in sede di costituzione, di decidere se affidare il management della società a uno o più manager (“Manager-managed LLC”), o se lasciarlo nelle mani dei membri (“Member-managed LLC”). La Corporation, invece, risulta essere meno flessibile a causa della necessità di nominare un consiglio di amministrazione (“Board of Directors”) e degli Officers (President, Secretary, e Treasurer).
  4. Finanziamento del progetto. Per realizzare la Joint Venture, spesso le società partecipanti avranno la necessità di fare ricorso al credito. Scegliere di costituire una Joint Venture Company garantisce maggiore agilità in tal senso soprattutto se sono coinvolti soggetti stranieri. Questo in quanto, negli Stati Uniti, le Economic Development Authorities dei singoli Stati (agenzie preposte all’attrazione dell’investimento estero) offrono una vasta gamma di programmi di incentivazione per le neocostituite società statunitensi.
  5. Come gestire eventuali controversie. Al fine di evitare incertezze in ipotesi di contenzioso tra le parti del progetto di Joint Venture, è consigliabile prevedere, nel Joint Venture Agreement, una clausola sul diritto applicabile e foro competente. In alternativa, specie quando le parti sono italiane e americane, la scelta più opportuna è rappresentata dall’inserimento di una clausola arbitrale. Il ricorso all’arbitrato è una scelta di opportunità dettata dal fatto che, ai sensi della Convention on the Recognition and Enforcement of Foreign Arbitral Awards[2], un lodo arbitrale ha efficacia diretta tra le parti, anche se residenti in Paesi diversi.

[1] Per una disamina dei diversi modelli societari statunitensi, si rinvia all’articolo “Tipologie e Caratteristiche delle Società USA”.

[2] La Convention on the Recognition and Enforcement of Foreign Arbitral Awards (altresì detta New York Convention) è un trattato internazionale multilaterale firmato a New York il 10 giugno 1958 ed entrato in vigore il 7 giugno 1959. La Convenzione prevede il diretto riconscimento dei lodi arbitrali pronunciati nei confronti di persone fisiche o giuridiche residenti nei Paesi firmatari.