La storia è sempre la stessa: un’azienda italiana, leader in un determinato segmento di mercato, vende un macchinario importante a un compratore statunitense; come parte dell’accordo di compravendita, si prevede che l’istallazione del macchinario avvenga a cura del venditore italiano presso la sede del compratore e per il tramite dei propri dipendenti, i quali dovranno a tal fine trasferirsi negli USA per un periodo temporaneo (che potrebbe variare da più settimane a diversi mesi). Queste tipologie di operazioni sono particolarmente delicate poiché richiedono di adempiere un articolato quadro normativo statunitense.

Le questioni legali di maggiore importanza da affrontare sono quelle di matrice immigratoria, assicurativa (generale/infortuni), e fiscale.  In primo luogo, è sempre necessario comprendere la tipologia di intervento previsto sul territorio statunitense  (i.e.: se la semplice supervisione di personale americano, oppure l’effettivo intervento di assemblaggio sul territorio). Sarà poi importante comprendere con chiarezza la tempistica dell’intervento. Tali informazioni saranno determinanti per comprendere la tipologia di visto da richiedere prima di avviare l’operazione.  In linea generale, per attività continuative sul territorio USA (3-4 mesi ed intervento diretto di montaggio), rimane necessario considerare il rilascio preventivo di un visto B-1[1], al fine di supportare le entrate multiple di un team di dipendenti sul territorio statunitense. Periodi di permanenza negli Stati Uniti di durata superiore determineranno l’esigenza di considerare una struttura di investimento negli USA più articolata (ad esempio, prevedendo la costituzione di società sussidiaria, ecc.), al fine di giustificare la domanda di visti lavorativi c.d. working visa (es. L ed E visas).

L’importanza di corredarsi del giusto visto rimane, del pari, molto importante in quanto a latere dei requisiti immigratori vi sono poi gli aspetti assicurativi connessi con l’attività da condurre negli Stati Uniti (c.d. workman compensation, infortuni, e copertura assicurativa generale) il cui rilascio, molto spesso, è condizionato al corretto inquadramento immigratorio del dipendente straniero.

Da ultimo, rimane importante ricordare le potenziali ripercussioni derivanti da una possibile caratterizzazione dell’intervento come “stabile organizzazione” (da verificare in relazione alla definizione ed ai requisiti di “nexus” nel singolo Stato di intervento), per i possibili redditi effettivamente collegati con il territorio statunitense[2].

 

[1] Per approfondimenti in tema di visti, si veda il post dedicato alla seguente pagina web: http://bcinvestirenegliusa.com/visti-usa-pianificazione-strategica/.

[2] Sull’argomento, si veda il post dedicato alla seguente pagina web: http://www.bcinvestirenegliusa.com/stabile-organizzazione-attenzione-al-nexus-nei-singoli-stati-americani/.