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USPTO e invenzioni brevettabili in materia di “life sciences”

Le società nel campo delle c.d. “life sciences” (biotecnologie, farmaceutico, biomedico, produzione di alimenti, etc.) potrebbero trovare interessante le linee guida del 2016 (“2016 Guidance”) promulgate dallo United States Patent & Trademark Office (“USPTO”), in quanto vengono fornite delle indicazioni sulle invenzioni brevettabili in materia di “life sciences”. La 2014 Interim Guidance e la 2015 Updated Guidance avevano stabilito che l’invenzione: (i) deve rientrare in una delle quattro categorie previste (“process, machine, manufacture, or composition of matter”) e, (ii) non deve essere interamente ricompresa in una “judicially recognized exception”, definita come un principio naturale (“law of nature”), un fenomeno naturale (“natural phenomena”), ovvero un’idea astratta (“abstract idea”). La 2016 Guidance ha chiarito ulteriormente come devono essere valutati questi due steps, offrendo definizioni e esempi quanto all’interpretazione delle categorie e delle exception sopra menzionate.

 

Insider Trading e responsabilità del Tippee nel caso Salman

Negli Stati Uniti, la definizione di Insider Trading illegale ruota attorno alle figure del Tipper e del Tippee. Il Tipper è un soggetto in possesso, in ragione della propria posizione, di informazioni riservate, materiali (“material”) e non pubbliche, che decide di divulgarle in cambio di un “personal benefit” da parte del Tippee, affinché quest’ultimo possa, consapevolmente, utilizzarle a proprio vantaggio in una operazione di Trading. Una delle questioni più discusse riguarda la responsabilità del Tippee. Nel caso Newman (United States v. Newman, 773 F.3d 438, 2d Cir. 2014) la Corte aveva stabilito che, per aversi insider Trading illegale, è necessario provare che (i) il Tipper ha divulgato informazioni riservate per ottenere un “personal benefit”, e (ii) i Tippee era a conoscenza di tale “personal benefit”. Nel più recente caso Salman (United States v. Salman, 792 F.3d 1087, 9th Cir. 2015), tuttavia, la Corte ha ritenuto sufficiente dimostrare che Tipper e Tippee avevano un rapporto di parentela, non essendo necessario provare l’esistenza del “personal benefit”. La Supreme Court ha ammesso l’appello del convenuto; il suo giudizio potrebbe quindi modificare o confermare la disciplina alla base della responsabilità del Tippee in materia di Insider Trading illegale.

 

“Labels matter”: erronea etichettatura di prodotti non organici

Negli Stati Uniti, la materia dei prodotti organici è governata, a livello federale, dall’Organic Food Production Act (OFPA), il quale, inoltre, permette alle singole amministrazioni statali di implementare dei programmi di certificazione locali con relativa disciplina normativa. Nonostante la regola generale preveda che un’azione promossa in relazione ad una normativa di fonte federale debba essere giudicata da un giudice federale, la Suprema Corte della California ha stabilito, nella sentenza del 3 dicembre 2015 (Quesada v. Herb Thyme Farms, Inc. No. S216305, 2015 Cal., LEXIS 9481 (Cal. Dec. 3, 2015)), che i consumatori possono citare in giudizio, anche a livello statale, i produttori che utilizzano l’etichettatura “organico” per identificare prodotti cresciuti con tecniche convenzionali. La Suprema Corte ha quindi ritenuto che l‘OFPA non impedisce la proposizione di un’azione a livello statale da parte dei consumatori, evidenziando come uno degli obiettivi dello statuto federale sia aumentare la fiducia di questi ultimi verso le etichette di prodotti organici.

 

Giurisdizione personale e Società: ultimo indirizzo della Suprema Corte

In materia di violazione di diritti umani, la Suprema Corte degli Stati Uniti è stata chiamata a decidere se una società straniera possa essere soggetta a giurisdizione personale (e quindi sottoposta al giudizio di una corte americana) per condotte tenute all’estero da parte di una sua società controllata. La Corte, nella sentenza Daimler AG v. Bauman (571 U.S. Jan. 14, 2014), ha analizzato la teoria della c.d. “hypothetical readiness to perform”, secondo la quale gli atti di una società controllata sono imputabili alla società controllante qualora si possa ritenere che questi ultimi saranno in ogni caso posti in essere dalla controllante nell’eventualità in cui la controllata non ne sia in grado, e ha infine negato tale possibilità, ritenendo che la valutazione della sottoposizione a giurisdizione personale dipenda da un’analisi più ristretta e meno estesa rispetto a quella della teoria menzionata.

 

Conti all’estero: aderire al Disclosure IRS Offshore Voluntary Program conviene

L’IRS (il Fisco americano) sin dal 2009 ha previsto per i cittadini americani la possibilità, per coloro che possiedono conti offshore, di dichiarare detti conti al fisco americano pagando una sanzione per escludere il rischio di essere sottoposti a procedimenti penali (Disclosure IRS Offshore Voluntary Program). Un contribuente che non aveva usufruito di questa sorta di “scudo fiscale” è stato condannato per felony con sentenza del 19 dicembre 2013, dalla Corte d’Appello dello Stato di New York (United States v. Doe, No. 13-403-cv, 2013 BL 352094, (2d Cir. Dec. 19, 2013). La Corte, durante il processo, ha chiesto all’imputato di produrre la documentazione dei propri conti offshore. A tale richiesta, il contribuente ha invocato il Quinto Emendamento secondo il quale una persona accusata di un crimine non può essere costretta a testimoniare contro se stessa. La Corte d’Appello dello Stato di New York ha stabilito, in questo caso, la non applicabilità del il Quinto Emendamento e ha ordinato la produzione in giudizio della documentazione bancaria richiesta. Alla luce di tale pronuncia è consigliabile usufruire del Disclosure IRS Offshore Voluntary Program evitando così condanne penali.

 

Clausole di scelta del Foro competente non possono essere derogate

La Corte Suprema degli Stati Uniti ha stabilito, nella sentenza del 3 dicembre 2013 (Atl. Marine Const. Co., Inc. v. U.S. Dist. Court for W. Dist. of Texas, No. 12-929, 2013 WL 6231157 at 4 (U.S. Dec. 3, 2013), che la clausola di scelta del foro competente deve trovare applicazione a meno che esistano circostanze eccezionali, non legate alla convenienza o altri interessi privati delle parti, che non rendano opportuna la proposizione dell’azione dinanzi al foro stabilito contrattualmente.

 

Anche le società straniere possono essere condannate per violazione del FCPA anche in assenza dei requisiti richiesti da detto atto

Al fine di essere condannati per aver violato il Foreing Corrupt Practices Act (“FCPA”) è necessario che una società abbia emesso azioni o abbia commesso qualche illecito negli Stati Uniti. Tuttavia, il dipartimento delle Giustizia degli Stati Uniti, ha condannato una società Tedesca per violazione del FCPA, nonostante i sopra citati requisiti non siano stati soddisfatti. Nel processo è stato dimostrato come la società Tedesca abbia fraudolentemente agito di concerto con un’altra società Americana al fine di eludere il FCPA (“conspiracy”), e che, così agendo, abbia ulteriormente violato il FCPA favorendo l’illecito agire della società Americana (“aiding and abetting”). Pertanto, poiché la società Americana aveva emesso azioni negli U.S. e la problematica si era rivelata rilevante per gli Stati Uniti, i requisiti richiesti dal FCPA sono stati ritenuti soddisfatti e il dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti li ha riconosciuti anche per la società Tedesca, considerato il complotto posto in essere con la società Americana.

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