Smartphone, applicazioni mobili, siti web, e in genere ogni altro dispositivo collegato a una rete internet, richiedono costantemente che l’utilizzatore/utente fornisca le proprie informazioni di geo-localizzazione. Con il termine “informazioni di geo-localizzazione” (“geo-localization” in inglese), ci si riferisce a quelle informazioni relative alla localizzazione geografica di un utente, come ad esempio la città di residenza, lo Stato, il codice postale, o ancora altre informazioni relative alle coordinate GPS dell’utente (in grado di individuare la sua posizione con un margine di errore di pochi metri).

Le informazioni di geo-localizzazione vengono richieste per diverse ragioni. Ad esempio, molte applicazioni mobili – relative al trasporto pubblico o alla consegna a domicilio – richiedono le informazioni di geo-localizzazione di un utente al fine di fornire i servizi richiesti dall’utente medesimo. Altre applicazioni – tra cui mappe e programmi meteo – richiedono le informazioni di geo-localizzazione per fornire altre notizie utili. Poiché, in gran parte dei casi, le informazioni sono necessarie per offrire prodotti e servizi, certe società chiedono all’utilizzatore di acconsentire (“Accept” o “Agree”) all’utilizzo delle proprie informazioni di geo-localizzazione quale condizione per utilizzare un servizio, un’applicazione, oppure un sito web.

Al momento, negli Stati Uniti, non esistono statuti federali che regolino espressamente l’utilizzo, la raccolta, o la condivisione di informazioni relative alla geo-localizzazione; tuttavia, la Federal Trade Commission (“FTC”) ha preso la posizione che le informazioni di geo-localizzazione caratterizzate da un’alta precisione sono un tipo di informazione personale c.d. “sensitive”. Conseguentemente, la FTC prevede che la mancata riservatezza di tali informazioni, o il non informare un utente del fatto che tali informazioni verranno raccolte, può ricadere nel più generale divieto della Federal Trade Commission Act (“FTCA”)[1] di porre in essere pratiche ingannevoli e sleali (“unfair and deceptive practices”).

In ragione di quanto sopra detto, si propone di seguito una serie di domande chiave che una società deve porsi in riferimento alla raccolta di informazioni di geo-localizzazione.

  1. Qual è la finalità della raccolta di informazioni di geo-localizzazione?
  2. Quanto è capillare la raccolta di informazioni, e qual è la quantità minima di informazioni necessarie per poter fornire il servizio?
  3. Quanto di frequente è necessario raccogliere le informazioni?
  4. L’utente è consapevole del fatto che le informazioni verranno raccolte?
  5. L’utente ha la capacità e i mezzi per disabilitare la raccolta di informazioni in qualunque momento?
  6. L’utente ha la capacità di stabilire quanto a lungo l’informazione sarà conservata, come sarà utilizzata, e se o meno sarà associata al nome dell’utente medesimo?
  7. Le informazioni saranno condivise con terze parti come ad esempio società di pubblicità? Se la risposta è positiva, quanto di frequente vengono condivise le informazioni?
  8. Le informazioni sono criptate in fase di trasmissione?

[1] Il Federal Trade Commission Act è lo statuto che ha creato la FTC nel 1914. Il FTCA rende illecito porre in essere comportamenti o pratiche sleali che possano distorcere il commercio e la concorrenza.