Il Comitato sugli Investimenti Esteri negli Stati Uniti d’America (Committee on Foreign Investment in the United States), è stato istituito nel 1975 dal Presidente Gerald Ford; è capeggiato dal Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti ed è ulteriormente composto da membri dell’Intelligence, del Dipartimento della Difesa, del Dipartimento di Stato, e del Dipartimento del Commercio.

Nel 1988 il Congresso ha promulgato l’Exon Florio Amendment[1] e ha conferito al Presidente degli Stati Uniti il potere di controllare le operazioni tra società USA e investitori esteri; l’allora Presidente Reagan ha quindi delegato il Comitato a svolgere tale compito. Successivamente, nel 2007, il Foreign Investment and National Security Act[2] ha ulteriormente definito i compiti del Comitato, estendendo il suo potere di controllo sugli investimenti negli USA aventi ad oggetto “critical infrastructure, energy assets, and critical technologies[3].

Come accennato, il compito del Comitato è procedere all’analisi di quegli investimenti negli USA che potrebbero portare ad un controllo, da parte di un operatore straniero, di un’area del commercio in grado di incidere sulla sicurezza nazionale degli Stati Uniti. In particolare, il Comitato ha il potere di avviare l’esame di un’operazione a seguito della notifica volontaria da parte degli investitori oppure dopo aver ricevuto una segnalazione da parte di terzi. Il Comitato ha 30 giorni per autorizzare l’operazione oppure per avviare un’indagine. In quest’ultimo caso, l’indagine durerà 45 giorni scaduti i quali il Comitato autorizzerà o negherà l’operazione.

Ogni anno, il Comitato redige e pubblica una relazione in cui individua le aree su cui ha concentrato maggiormente il proprio controllo; conseguentemente, le società interessate a investire in tali aree negli USA possono pianificare l’operazione al fine di evitare potenziali rischi connessi a un’operazione. La relazione pubblicata per l’anno 2014 ha evidenziato la preoccupazione che gli investitori esteri possano accordarsi tra loro per sviluppare strategie al fine di acquisire società USA specializzate nella produzione e fabbricazione di “critical technologies”. Queste società hanno ad oggetto la produzione di:

  • Tecnologie rientranti nel campo di applicazione di determinati testi normativi a tutela della sicurezza nazionale tra cui lo United States Munition List[4] e la Commerce Control List[5].
  • Materiali legati al nucleare.
  • Strumenti coperti da Select Agents and Toxins Regulations[6].

In conclusione, gli investitori esteri che vogliono investire e fare business negli USA devono prestare attenzione alla tendenza del Comitato di controllare gli investimenti che coinvolgono società nel settore delle tecnologie critiche. Sia i potenziali investitori sia le società target statunitensi devono, di volta in volta, verificare le aree in cui il Comitato ha concentrato la sua attenzione durante gli anni precedenti e considerare gli eventuali rischi connessi ad un esame dell’intera operazione, oltre alle tempistiche di un sui eventuale coinvolgimento.

[1] 50 U.S.C. app 2170. L’Exon-Florio Amendment è entrato in vigore tramite l’Omnibus Trade and Competitiveness Act del 1988 e l’emendamento alla sezione 721 del Defense Production Act del 1950. Con tale provvedimento normativo, il Congresso ha conferito al Presidente degli Stati Uniti il potere di controllare e approvare determinate operazioni aventi ad oggetto investimenti esteri in grado di influenzare l’ordine pubblico e la sicurezza nazionale degli Stati Uniti.

[2] Public Law 110-49, 121 Stat. 246.

[3] Le critical infrastructure sono definite come quei sistemi e beni, tangibili o intangibili, talmente vitali per gli Stati Uniti che una eventuale loro distruzione o inabilitazione potrebbero portare gravi ripercussioni sulla sicurezza nazionale. Le critical technologies sono definite come quelle tecnologie, prodotti, e materiali sottoposti al controllo di determinati testi normativi a tutela della sicurezza nazionale. 50 U.S.C. app 2170, lettera (a), numeri (6) e (7).

[4] 22 U.S.C. 2778 and 2794(7).

[5] Supplement No. 1 to Part 774 of the Export Administration Regulations.

[6] 7 C.F.R. Part 331, 9 CFR Part 121, and 42 CFR Part 73.