L’importazione negli USA di carni, pollame e uova è sottoposta alla regolamentazione del United States Department of Agriculture (USDA), il quale controlla gli ingressi di tali alimenti sul territorio americano attraverso il Food Safe and Inspection Service (FSIS). Molteplici sono gli adempimenti da ottemperare.

Innanzitutto i prodotti alimentari rientranti nelle categorie elencate, per essere importati negli USA, devono provenire da uno Stato e da uno stabilimento certificati. Non tutti gli stabilimenti italiani sono certificati in tal senso. Per avere una panoramica completa degli Stati e delle strutture certificate si può visionare l’elenco presente online[1].

Ad esempio, per quanto concerne le carni macellate e lavorate in Italia, soltanto i prodotti con carne di maiale provenienti da determinati stabilimenti certificati possono essere importati in USA.

Una volta ottenuto il riconoscimento come stabilimento certificato, l’importatore o il suo agente dovrà compilare e consegnare un modulo d’ingresso doganale per ogni spedizione che compirà, presentando la merce per l’ispezione del FSIS presso uno stabilimento specificamente autorizzato per ispezioni di carni importate. Occorre tenere presente che le successive ispezioni saranno effettuate in base al risultato di quelle precedenti, perciò, migliori saranno i primi controlli, con minore frequenza verranno richieste ispezioni successive. I prodotti che passeranno l’ispezione saranno marchiati con il timbro USDA e potranno entrare nel mercato USA per la loro distribuzione, commercio e utilizzo, alla stregua dei prodotti locali. Qualora invece, gli alimenti dovessero essere respinti in seguito ai suddetti controlli, verranno marchiati con “U.S. refused Entry” e, nel termine di 45 giorni, dovranno essere riesportati, distrutti o convertiti in cibo per animali (sempre che ne abbiano i requisiti e che siano per ciò autorizzati).

Infine, la Food and drugs Administration (FDA) richiede che i prodotti alimentari provenienti da Stati stranieri siano etichettati con le stesse modalità di quelli americani. La FDA predispone una serie di regole per l’etichettatura degli alimenti, anche se non procede ad una approvazione prima del loro inserimento sul mercato. A titolo esemplificativo, si ricorda che l’etichetta principale (Principal display panel) deve contenere l’identificazione del prodotto, il nome dell’alimento e il quantitativo netto presente nella confezione. Inoltre, quest’ultima deve contenere un “Information Panel Labeling” comprensivo del nome e indirizzo del produttore, distributore o di colui che lo confeziona, della lista degli ingredienti, dei valori nutritivi e delle informazioni in merito alle allergie.

 

[1] Lista delle nazioni:  http://www.fsis.usda.gov/wps/wcm/connect/4872809d-90c6-4fa6-a2a8-baa77f48e9af/Countries_Products_Eligible_for_Export.pdf?MOD=AJPERES&CACHEID=ef4f0878-160c-488c-94c5-c8e1cf5123b0.  Lista degli stabilimenti:  http://www.fsis.usda.gov/wps/wcm/connect/fsis-content/internet/main/topics/international-affairs/importing-products/eligible-countries-products-foreign-establishments/eligible-foreign-establishments/eligible-foreign-establishments.