La delocalizzazione sembra essere la forma più diffusa di internazionalizzazione; in seguito al progressivo indebolimento del dollaro nei confronti dell’euro, la diminuzione dei costi di produzione ha favorito scelte di delocalizzazione verso gli Stati Uniti.

A sostegno di questo quadro favorevole contribuisce, in particolare, l’esistenza di molteplici programmi di incentivi a favore degli investitori stranieri. A fronte di un atteggiamento di neutralità del Governo Federale, le autorità governative dei singoli Stati americani offrono fattivamente — e in chiara competizione fra loro — un ventaglio di programmi di incentivazione all’investimento straniero negli USA, intesi a favorire aree economicamente depresse, sostenere lo sviluppo e le attività imprenditoriali in determinati distretti industriali, e creare nuovi posti di lavoro.

Ciascuno Stato ha sviluppato la propria tipologia di programmi di incentivazione (incentive and credit programs); i mezzi di intervento collegati ai suddetti programmi evidenziano matrici comuni con una vasta offerta di strumenti di fiscalità agevolata (tax credits), intesi a ridurre congruamente e per un determinato periodo di tempo le imposte statali o locali. Le Economic Development Authorities considerano diversi fattori/requisiti per stabilire la misura dell’impatto economico e fiscale dell’investimento, e quindi per determinare l’interesse delle autorità statali ad utilizzare risorse proprie per il conseguimento delle finalità sottese all’investimento; tra questi: il valore dell’investimento, la creazione di posti di lavoro e il livello delle relative retribuzioni. Generalmente, gli incentivi assumono due diverse connotazioni: discrezionale e legislativa.

Gli incentivi discrezionali

Gli incentivi discrezionali vengono determinati dagli enti locali e adattati sulla base dei criteri soggettivi dell’investimento negli Stati Uniti, quali il livello e il valore dell’investimento diretto estero e, in particolare, la creazione di posti di lavoro negli Stati Uniti allineati ad un certo rapporto compenso/ora previsto dalle diverse municipalità. Anche in questo caso i programmi offerti sono molteplici, sempre negoziabili e amministrati con formule di cash grants, (contributi a fondo perduto) ovvero di abatements (riduzioni o esenzioni fiscali). Tra i programmi che vale la pena menzionare sono inclusi:

  • Job and training grants, previsti per l’assunzione e la formazione del personale,
  • Property tax abatements: esenzione dell’imposta sugli immobili,
  • Industrial revenue bonds: obbligazioni esentasse con aliquote ridotte emesse dalle autorità’ locali per consentire il finanziamento dell’investimento,
  • Tax Increment Financing (TIF): tecnica di finanziamento degli investimenti normalmente utilizzata dalle municipalità attraverso la concessione anticipata di fondi garantiti da bonds che vengono poi ripagati a maturazione dal reddito generato dalla rivalutazione economica del territorio.

Gli incentivi legislativi (Statutory Tax Credit)

Gli incentivi di derivazione legislativa (Statutory Tax Credits) prevedono che l’investitore possegga una serie di requisiti fissati dalla legge statale. I programmi di incentivi elencabili fra i Statutory Tax Credits includono:

  • Job credits, connessi all’assunzione di personale in USA,
  • Investment tax credits, connessi ad un particolare investimento di capitali,
  • Training credits, ammessi nei confronti di nuove unità occupazionali,
  • Enterprise credits, connessi con la collocazione dell’investimento in aree industriali designate economicamente depresse denominate per l’appunto entrerprise zones o renewal zones.

Gli investitori ammessi a tali incentivi negli Stati Uniti usufruiscono di crediti d’imposta con aliquote variabili per programma e per Stato e, in alcuni casi, come nei programmi destinati alle enterprise zones, anche di esoneri fiscali.

Per concludere, è opportuno ricordare che il valore economico reale di qualsiasi pacchetto di incentivi rimane comunque legato ad una puntuale e competente pianificazione legale/fiscale dell’operazione e, soprattutto, che molti Stati hanno da tempo integrato i contratti di incentives con la possibilità di richiedere la restituzione coattiva dell’incentivo concesso (mediante l’inserimento di una c.d. clawback provision), nel caso in cui l’operatore straniero non tenga fede alle obbligazioni sottoscritte nel documento contrattuale. Resta inteso che tali strumenti contrattuali devono essere negoziati e stipulati con la dovuta attenzione e cautela.